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“Il pastore cerca sempre di convincere il gregge che l’interesse delle pecore ed il proprio siano gli stessi.” (Stendhal)

maggio 2, 2008

Dedico questa efficacissima massima di Stendhal a tutti coloro che credono che la lotta di classe sia un fenomeno ormai superato, o che pensano che in fondo l’interesse di chi ci governa possa in qualche modo coincidere col nostro, oppure che si illudono che l’interesse del ricco (immaginate quale?) coincida con quello del povero.

Sono purtroppo pie illusioni…

Il Popolo delle Libertà e il Popolo Bue

aprile 16, 2008

Rieccoci ancora qua: siamo nel 2008 e Berlusconi rivince, anzi stravince per la terza volta le elezioni politiche.

Il compianto Indro Montanelli diceva che bisognava votare Berlusconi, affinchè andasse al governo e gli italiani, dopo averlo messo alla prova, se ne sarebbero vaccinati per sempre.

Caro Indro, purtroppo ahinoi le cose non sono andate esattamente così: nonostante le precedenti fallimentari esperienze di governo del centro-destra, come l’ineffabile quinquennio 2001-2006 o il biennio 1994-1996, gli italiani sono tornati in massa a votarlo, ancora non paghi del disastro.

In cosa l’attuale centro-destra è diverso dalle edizioni precedenti? Forse solo in un maggiore peso numerico della Lega, assolutamente in nient’altro.

Anni di leggi a consumo personale, di scarsissima sensibilità sociale, di mancato approccio ai gravissimi problemi dell’occupazione e del potere d’acquisto di dipendenti e pensionati, di perenni conflitti con la magistratura, ecc. Ma non è ancora bastato. L’hanno rivotato.

E’ bastato che facesse alcuni dei suoi sapienti show in televisione e nelle piazze ed il popolo si è fatto nuovamente infinocchiare da questo “moderno” televenditore di sè stesso. Non importa quello che ha fatto (e non ha fatto) finora, per molti contano assai di più le apparenze che la sostanza della proposta politica vera e propria.

Anche se ha riempito il Parlamento di galantuomini.
Con il risultato che chi ha detto cose ben più giuste e reali, ma nel modo sbagliato e con meno lustrini e pailettes, non è stato considerato degno di fiducia.

Vedremo questa volta cosa saprà fare e quali “Libertà” (senza il “Popolo”, adesso) si prenderà.
Personalmente sono assai preoccupato. D’altro canto, se è questo che la maggioranza degli italiani vuole, questo sia. Ognuno ha ciò che si merita.

Tutta la Sinistra fuori dal Parlamento: un giorno davvero triste

aprile 15, 2008

Oggi è un giorno davvero triste, per me e per i tanti che come me hanno creduto e militato nelle fila della sinistra (quella vera!): si è infatti verificato, per la prima volta dopo 60 anni, che nessun parlamentare di sinistra sieda in Parlamento, in nessuno dei due rami.

Personalmente trovo che questo sia un grave vulnus per la democrazia italiana, che priva di rappresentanza una parte di cittadini italiani che si sentono ancora genuinamente di sinistra e che non potranno vedere nella presente legislatura rappresentate nelle istituzioni le loro legittime istanze di evoluzione sociale e di cambiamento nel senso da loro auspicato.

Alla luce di questa disfatta elettorale, di proporzioni assai maggiori di quanto si sarebbe aspettato anche il più pessimista di noi, questa mattina mi sono svegliato con una grande tristezza dentro. In un attimo sembra siano state spazzate via con un colpo di spugna tutta la storia del movimento operaio, le rivendicazioni sociali e le lotte di emancipazione che hanno fortemente caratterizzato gran parte dei decenni passati.

La scellerata scelta del democratico (cristiano) Veltroni di correre da solo ha prodotto l’unico risultato di cancellare i partiti alla sua sinistra rubandogli voti, in nome di quella ignobile vaccata del cosiddetto “voto utile”, senza però riuscire ad arginare la crescita e la conseguente vittoria di Berlusconi e delle destre, sempre più incombenti e minacciose.

Parliamoci chiaro: Berlusconi ha stravinto! Ed in buona parte grazie a Veltroni…

Avrà una consistente maggioranza numerica in entrambi i rami del Parlamento e potrà quindi cantarsela e suonarsela da solo, facendo tutto ciò che più gli aggraderà e gli farà comodo, forse con l’unico paletto dettato dalle intemperanze di Bossi…bravo, Veltroni, proprio un ottimo risultato!!

Ma non demordiamo: la Sinistra vive ancora nei cuori e nelle menti di molti noi e saprà rialzare la testa, come ha già detto giustamente Bertinotti. Sapremo riorganizzarci nella società e ripartire con rinnovato slancio alle prossime elezioni.

Rivolgo un particolare ringraziamento a Fausto Bertinotti, che ha saputo condurre la campagna elettorale con l’intelligenza e l’onestà intellettuale che da sempre lo contraddistinguono, qualità peraltro riconosciutegli da tutte le parti politiche, e lo invito a continuare ad essere parte attiva della Sinistra Italiana: c’è un grande bisogno nella società di uomini come lui.

Non rassegniamoci a morire democristiani. Mai!

Elezioni Politiche 2008 – La Sinistra Arcobaleno: un buon investimento per il futuro

aprile 10, 2008

Ci siamo quasi: ancora un paio di giorni e ci recheremo alle urne per eleggere il nuovo governo. Colgo pertanto l’occasione per esplicitare alcune mie personali riflessioni al riguardo.

Personalmente mi sono sempre ritenuto un uomo di sinistra, sia per cultura che per tradizione familiare, oltre che per i miei trascorsi vissuti, vedi la militanza politica in Autonomia Operaia negli anni del liceo, intorno alla seconda metà degli anni ’70.

Coerentemente a quanto sopra, ho sempre votato a sinistra (quella vera!) da quando ho raggiunto la maggiore età, ivi comprese le scorse elezioni.

Questa invece è stata la prima volta in vita mia che ho avuto dei seri dubbi su chi e se andare a votare: credo infatti che l’elettore di sinistra tipo sia stato profondamente deluso dai 20 mesi del governo Prodi, sul quale peraltro riponeva elevatissime aspettative.

Dopo i non certo brillanti 5 anni del governo Berlusconi, e dopo i lunghi anni di controriforme che hanno di fatto portato ad una macelleria sociale senza precedenti noti, con l’oggettivo e drammatico calo del potere d’acquisto dei redditi fissi e l’evidente peggioramento delle condizioni di vita degli italiani, l’elettore medio di sinistra (e non solo) confidava in una netta inversione di tendenza da parte dell’allora nascituro governo Prodi nel 2006. Questo fenomeno, fortemente auspicato da molti, purtroppo non si è verificato, se non in minima parte, lasciando nello sconforto e nella disperazione totale milioni di cittadini, stufi di non vedere mai risolti i loro problemi reali da nessuno e disgustati dalla classe politica, altrimenti definita “casta”, nel suo insieme.

A rigor del vero, però, bisogna riconoscere con onestà intellettuale che la componente di sinistra del governo Prodi era sostanzialmente minoritaria, dato che il grosso della coalizione era concentrato nelle mani dell’ex Margherita e degli ex DS, attualmente confluiti nel Partito Democratico (Cristiano?). Questo ha fatto sì che molti temi sociali cari alla sinistra non potessero essere realizzati, nè talvolta neanche messi all’ordine del giorno, per l’esiguità numerica delle forze che li promuovevano.

E’ ormai un dato evidente che le welthanshaung del PD e della Sinistra Arcobaleno siano significativamente diverse, così come diverse sono le rispettive sensibilità e proposte sui temi prettamente sociali. Credo sia proprio alla luce di queste considerazioni che abbiano finalmente deciso di marciare divisi.

Il leader della Sinistra Arcobaleno, Fausto Bertinotti, è uno dei rarissimi politici stimati da ogni parte politica, con una storia personale di chiara onestà politica, personale ed intellettuale; egli ha sempre dimostrato di voler rappresentare nei fatti la Vera Sinistra, quella capace di risolvere i problemi dei più deboli e di attenuare le ingiustizie sociali, nel segno dell’equità sociale per ogni cittadino.

E’ proprio per queste ragioni che ritengo la Sinistra Arcobaleno l’unica formazione politica coerente, pulita e degna di essere votata in queste ormai prossime elezioni politiche, checchè ne dicano gli interessati fautori di quell’estrema scorrettezza del cosiddetto “voto utile”.

Basta con questa ignobile storia del “voto utile”!! Utile a chi?!? A loro, immagino…

Non mi interessano queste volgari bassezze: diamo invece forza a chi riteniamo possa degnamente rappresentarci, a prescindere da qualsiasi altra futile considerazione: avere una sinistra forte in Italia significa comunque investire sul proprio futuro dando menti, gambe e braccia alle proprie reali aspirazioni, nella legittima speranza di vedere finalmente realizzato qualche concreto cambiamento in positivo nelle nostre condizioni di vita e di lavoro, dopo lustri di continui peggioramenti.

Destra o sinistra? Nessuna delle due, grazie…

dicembre 4, 2007

paura1.pngDiciamoci la verità: se si andasse alle urne domattina, cosa votereste?

Personalmente in una simile eventualità mi troverei in serio imbarazzo. Mai come in questi ultimi tempi, infatti, la politica è e viene percepita come un’entità distante anni luce dalle problematiche reali dei cittadini.

Li vediamo e li sentiamo tutti i giorni a rimpallarsi responsabilità, a discutere di cose che hanno ben poco a che fare con le esigenze concrete della gente, a teorizzare strategie e schieramenti, a fare e disfare partiti, ma in concreto non risolvono mai nulla…o comunque non riusciamo a notare apprezzabili miglioramenti nelle nostre condizioni di vita, mentre i problemi irrisolti rimangono tutti lì dove sono: una situazione di pressochè totale immobilismo.

Negli ultimi vent’anni abbiamo assistito praticamente impotenti ad un inanellarsi consecutivo di controriforme che, abilmente spacciate per “indispensabili ed inevitabili”, hanno ottenuto come unico risultato la drastica perdita del potere d’acquisto di stipendi e pensioni ed un generale peggioramento delle condizioni di vita delle persone. Ritengo infatti una riforma tale solo nel caso in cui vada a migliorare lo status di cose esistenti, non certo quando va in senso peggiorativo.

Siamo arrivati infatti al paradosso in cui i figli hanno condizioni di vita e prospettive sensibilmente peggiori dei padri, vivendo il futuro più come una minaccia che come una promessa: in pratica una generale sensazione di incertezza diffusa.

Con le premesse di cui sopra e considerati i risultati di governo precedenti di entrambi gli schieramenti politici, non vedo profilarsi all’orizzonte un’ormai improcrastinabile inversione di tendenza, che porti ad affrontare e risolvere con determinazione ed efficacia i numerosi problemi esistenti della società civile, per dare un futuro migliore alle giovani generazioni e migliorare lo stato di cose attuale per tutti.

Rispondendo quindi all’inquietante interrogativo iniziale dico che forse sto diventando qualunquista, ma allo stato odierno dei fatti non saprei veramente se e chi votare: sembrano proprio tutti negativamente uguali…mentre noi siamo sempre più disorientati.

E’ una triste considerazione, ma purtroppo è così. Ecco quindi spiegata anche la ragione del grande successo di popolo di alcune (lodevoli ed utili, a mio avviso) iniziative di personaggi non politici come Beppe Grillo, che vanno ad inserirsi proprio a riempimento del drammatico vuoto di cui tutta la politica oggi sembra pervasa.

Vogliamo chiamarla antipolitica? Anteporre “anti” ad una parola presuppone la sua negazione: chi rappresenta allora oggi in maniera più aderente questo concetto: chi si batte per una società migliore invocando una gestione della res publica più efficiente e trasparente, oppure gli uomini politici attuali che non fanno assolutamente il mestiere per cui sono profumatamente pagati con i soldi dei contribuenti (leggasi noi), preoccupati solo di difendere strenuamente i loro ingiusticabili privilegi e continuando per giunta a mantenere un atteggiamento chiuso, distante ed autoreferenziale??

Ai lettori l’ardua sentenza.