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“Il pastore cerca sempre di convincere il gregge che l’interesse delle pecore ed il proprio siano gli stessi.” (Stendhal)

maggio 2, 2008

Dedico questa efficacissima massima di Stendhal a tutti coloro che credono che la lotta di classe sia un fenomeno ormai superato, o che pensano che in fondo l’interesse di chi ci governa possa in qualche modo coincidere col nostro, oppure che si illudono che l’interesse del ricco (immaginate quale?) coincida con quello del povero.

Sono purtroppo pie illusioni…

Beppe Grillo: parole di verità…

aprile 26, 2008

Ecco una parte dell’intervento di Beppe Grillo a Torino del 25 aprile 2008:

“Oggi è il 25 aprile 2008. La festa della Liberazione. I nostri padri, i nostri nonni non hanno finito il lavoro. Non per colpa loro. Se noi avessimo il loro cuore e il loro coraggio non saremmo finiti così.I partigiani hanno liberato l’Italia dal nazifascismo per ritrovarsi con l’occupazione americana. L’Italia non è nella Nato, è la Nato che è nell’Italia. Ad Aviano e a Ghedi Torre ci sono novanta testate nucleari. In Europa dopo il crollo del muro di Berlino le hanno ridotte, eliminate, cancellate. In Italia sono aumentate. Siamo un bersaglio in caso di guerra atomica. L’articolo 11 della Costituzione dice che: “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”. E allora cosa ci fanno 113 basi logistiche degli Stati Uniti sul nostro territorio. 113 tra depositi di armi, basi navali, basi di telecomunicazioni, basi aeree, gruppi logistici per l’attivazione di bombe nucleari, basi di sommergibili, basi missilistiche, poligoni di tiro, forze aeree tattiche. Solo due regioni non sono occupate: la Val d’Aosta e l’Abruzzo perché i militari americani non capivano la lingua. Siamo un Paese a sovranità limitata. Ma non lo sa nessuno.

L’otto settembre un milione e mezzo di persone ha chiesto, ha gridato di ripulire la cloaca del Parlamento dai condannati. Ha preteso che la politica non fosse una professione, ma un servizio. Che ci fosse un massimo di due legislature. Ho portato 350.000 firme al Senato in un risciò, nelle mani di Franco Marini. Forse sono in cantina, forse le hanno buttate nella raccolta differenziata. Nessuna risposta dal Potere. Fassino e la moglie Serafini sono stati eletti per la quinta e la sesta volta. Sono la coppia più parlamentare del mondo. Faranno le nozze di diamante in Parlamento. A fine carriera ci saranno costati 12 milioni di euro. Mieli, Vespa, Scalari, Panebianco scrivono di modernità di semplificazione del quadro politico. Ma cosa cazzo dicono. I condannati, prescritti, indagati e rinviati a giudizio sono diventati 70. Testa d’Asfalto ne ha 45 e Topo Gigio ne ha 13. Voi non li avete votati. Non potevate. Non eravate informati. Questa gente non la mettereste neppure a gestire un condominio. Avete fatto una croce, come delle bestie. Senza poter scegliere un candidato. Non siamo più in una democrazia. Le elezioni erano incostituzionali. Morfeo Napolitano doveva PRIMA fare il referendum chiesto dai cittadini sulla nuova legge elettorale e POI sciogliere le Camere. Il presidente della Repubblica deve rispondere al popolo italiano non ai partiti. Ha avuto paura dei fucili di latta di Bossi e dei gazebo dello psiconano.
I condannati in via definitiva sono diminuiti da 24 a 16. Dodici sono del Popolo della libertà condizionata, il primo partito di recupero italiano. I condannati sono diminuiti solo perché sono spariti alcuni partiti. No Partiti, no condannati. I condannati in primo e secondo grado sono comunque aumentati. Li mettono in Parlamento per non farli finire in galera grazie all’immunità parlamentare come Cuffaro, il più amato da Azzurra Caltagirone, condannato a 5 anni per favoreggiamento aggravato di alcuni mafiosi. Non basterebbe il pomeriggio per leggere tutti e settanta i nomi con i reati. Dirò solo quelli dei meno furbi, che si sono fatti condannare. Devo però fare prima un distinguo per il nostro prossimo Ministro degli Interni Roberto Maroni che è stato condannato a 4 mesi e 20 giorni per resistenza a pubblico ufficiale. Maroni è stato condannato per aver tentato di mordere la caviglia di un agente di polizia. Sarà il primo ministro degli Interni con la museruola.

Chi non sa non può decidere, non può scegliere. Vive nelle tenebre, nell’oscurità. L’otto settembre l’informazione, che aveva del tutto ignorato il V day, è stata la prima ad attaccarlo. Il potere ha capito che il gioco gli veniva sottratto dalle mani. Il cittadino informato non è controllabile dal potere. E il potere vive grazie al controllo dei media. Le banche, la Confindustria, Mediaset e i Partiti usano le televisioni e i giornali per fare propaganda, assumono i direttori dei giornali come fossero addetti dell’ufficio stampa. I politici senza gli studi televisivi ritornerebbero al nulla dal quale provengono.
L’informazione malata è il virus e i cittadini liberi sono la cura. La Rete è la cura. La libera informazione è la cura. Ci sono quasi 500 piazze in cui si raccolgono le firme in Italia, più di quattrocento città in tutto l Paese da Aosta a Palermo, quaranta città all’estero tra cui New York, Amsterdam, Londra sono collegate. Dobbiamo raccogliere le firme per tre referendum per una libera informazione in un libero Stato. Il 25 aprile ci siamo liberati dal nazifascismo. 63 anni dopo possiamo liberarci dal fascismo dell’informazione, dai suoi padroni e dai suoi servi. E’ più difficile di allora. Non ci sono più fucile contro fucile, bomba a mano contro carro armato. La lotta è tra le coscienze addormentate e la libertà di pensare, tra chi non vuole più volare e chi non può rinunciare al cielo.

Il primo referendum.L’abolizione dell’ordine dei giornalisti creato da Mussolini nel 1925 per controllare la stampa.L’informazione deve essere libera. L’ordine dei giornalisti limita la libertà di informazione. Chiunque deve poter scrivere senza vincoli se non quelli previsti dalla legge. L’accesso alla professione di giornalista deve essere libero da vincoli burocratici e corporativi.
Luigi Einaudi : “L’albo obbligatorio è immorale, perché tende a porre un limite a quel che limiti non ha e non deve avere, alla libera espressione del pensiero. Ammettere il principio dell’albo obbligatorio sarebbe un risuscitare i peggiori istituti delle caste e delle corporazioni chiuse, prone ai voleri dei tiranni e nemiche acerrime dei giovani, dei ribelli, dei non-conformisti”.
Mario Berlinguer, il padre di Enrico: “Io sono contrario al requisito di qualsiasi titolo di studio per la professione di giornalista, perché considero questo come una discriminazione assurda, una discriminazione di classe, contraria alla libertà di stampa e alla libera espressione delle proprie opinioni”.

Il secondo referendum. L’abolizione di un miliardo di euro all’anno di finanziamento pubblico all’editoria. Ferrara, Polito, Feltri, Padellaro non esisterebbero senza le vostre tasse. Loro non vendono i giornali: li stampano. Più ne stampano più prendono contributi. Stiamo disboscando l’Amazzonia per stampare milioni di copie di giornali invenduti. Abbiamo giornalisti che prendono ordini dai Partiti, che non danno alcuna importanza alla verità, al lettore. Dalla fine della seconda guerra mondiale il numero di copie di quotidiani in Italia è rimasto lo stesso, ma ci sono dieci milioni di italiani in più. Le nostre tasse finanziano persino Il Corriere della Sera e Il Sole 24 ore quotati in Borsa. I presunti campioni del liberismo che fanno tutti i giorni le pulci alla Casta.

Il terzo referendum. La Corte europea di Giustizia ha condannato il regime italiano di assegnazione delle frequenze televisive. La legge della fattucchiera Gasparri è contraria alle normative europee. L’Europa, dopo le sentenze del Consiglio di Stato e della Corte Costituzionale ha ordinato all’Italia che le frequenze televisive pubbliche di Rete 4 devono essere assegnate a Europa 7. Se non verrà applicata la sentenza europea pagheremo 300.00 euro al giorno dal primo gennaio 2006. A fine 2008 fanno 330 milioni di euro. Più del prestito ponte all’Alitalia. Fede ci costa 300.000 euro al giorno di tasse. L’ultimo Consiglio dei ministri di Prodi, D’Alema e Rutelli doveva applicare le direttive europee. Le ha applicate TUTTE, tranne quella su Rete 4. La Bonino, Madre Teresa di Confindustria, ha detto che la misura non è urgente. Chi paga? Lei? Non è urgente per chi? Per la disinformazione? Per Testa d’Asfalto?
Le concessioni per trasmettere i segnali radiotelevisivi sono nostre, sono dello Stato. Tre su quattro sono state date a un solo soggetto privato. Per questo l’Europa ci condanna. Dov’è il libero mercato? Lo psiconano è diventato ricco grazie alla pubblicità che può raccogliere in modo esclusivo grazie alle concessioni statali.
Non si è mai visto uno Stato in cui chi controlla metà dell’informazione possa candidarsi a presidente del Consiglio. Negli Stati Uniti Obama che possiede la CNN, l’ABC e la FOX non potrebbe candidarsi. Non potrebbe neppure esistere. Per qualunque democrazia è inconcepibile. E nessuno di questi direttori di giornali e di televisioni che lo gridi alto e forte. Servi ben pagati.
La RAI non può avere un consiglio di amministrazione e giornalisti nominati dai Partiti. La RAI deve rispondere ai cittadini, deve essere indipendente come la BBC in Inghilterra. Un solo canale senza pubblicità pagato con il canone. Altrimenti, questa RAI di propaganda se la paghino i partiti. I politici l’hanno prima occupata e poi infestata con la loro presenza. Non ne possiamo più del loro vuoto, della loro incompetenza. Le frequenze radiotelevisive azionali vanno distribuite a diversi soggetti. Nessun privato cittadino deve possedere la maggioranza anche di una sola televisione nazionale.

Il controllo dell’informazione è il nuovo fascismo. Questo è un Paese che non sa nulla di sé stesso. Nulla sulla morte di Borsellino, sull’Italicus, su Ustica, su Piazza Fontana, sulla stazione di Bologna, sulle bombe di Brescia, su Aldo Moro. Non sa nulla sulla sua vera realtà economica e su un debito pubblico di 1630 miliardi di euro che ci sta trascinando a fondo, all’Argentina. Un Paese cieco sulle cause delle stragi sul lavoro, sul precariato, sulla cementificazione, sugli inceneritori, sul Sud consegnato alle mafie.
Oggi sul palco ci sarà informazione vera. Persone vere che parleranno di realtà nascoste dai media. Ci sono due piazze in festa a Torino. Piazza Castello e Piazza San Carlo. Tutti e due useremo i nostri amplificatori per una liberazione: una passata e una futura. Mi sembra di essere in un racconto di Giovannino Guareschi, ma non so più chi sono, se Don Peppone o Don Camillo.
Informazione libera in libero Stato. Coraggio!
Beppe Grillo”

Che dire, sono parole di sacrosanta verità…

Il Popolo delle Libertà e il Popolo Bue

aprile 16, 2008

Rieccoci ancora qua: siamo nel 2008 e Berlusconi rivince, anzi stravince per la terza volta le elezioni politiche.

Il compianto Indro Montanelli diceva che bisognava votare Berlusconi, affinchè andasse al governo e gli italiani, dopo averlo messo alla prova, se ne sarebbero vaccinati per sempre.

Caro Indro, purtroppo ahinoi le cose non sono andate esattamente così: nonostante le precedenti fallimentari esperienze di governo del centro-destra, come l’ineffabile quinquennio 2001-2006 o il biennio 1994-1996, gli italiani sono tornati in massa a votarlo, ancora non paghi del disastro.

In cosa l’attuale centro-destra è diverso dalle edizioni precedenti? Forse solo in un maggiore peso numerico della Lega, assolutamente in nient’altro.

Anni di leggi a consumo personale, di scarsissima sensibilità sociale, di mancato approccio ai gravissimi problemi dell’occupazione e del potere d’acquisto di dipendenti e pensionati, di perenni conflitti con la magistratura, ecc. Ma non è ancora bastato. L’hanno rivotato.

E’ bastato che facesse alcuni dei suoi sapienti show in televisione e nelle piazze ed il popolo si è fatto nuovamente infinocchiare da questo “moderno” televenditore di sè stesso. Non importa quello che ha fatto (e non ha fatto) finora, per molti contano assai di più le apparenze che la sostanza della proposta politica vera e propria.

Anche se ha riempito il Parlamento di galantuomini.
Con il risultato che chi ha detto cose ben più giuste e reali, ma nel modo sbagliato e con meno lustrini e pailettes, non è stato considerato degno di fiducia.

Vedremo questa volta cosa saprà fare e quali “Libertà” (senza il “Popolo”, adesso) si prenderà.
Personalmente sono assai preoccupato. D’altro canto, se è questo che la maggioranza degli italiani vuole, questo sia. Ognuno ha ciò che si merita.

Elezioni Politiche 2008 – La Sinistra Arcobaleno: un buon investimento per il futuro

aprile 10, 2008

Ci siamo quasi: ancora un paio di giorni e ci recheremo alle urne per eleggere il nuovo governo. Colgo pertanto l’occasione per esplicitare alcune mie personali riflessioni al riguardo.

Personalmente mi sono sempre ritenuto un uomo di sinistra, sia per cultura che per tradizione familiare, oltre che per i miei trascorsi vissuti, vedi la militanza politica in Autonomia Operaia negli anni del liceo, intorno alla seconda metà degli anni ’70.

Coerentemente a quanto sopra, ho sempre votato a sinistra (quella vera!) da quando ho raggiunto la maggiore età, ivi comprese le scorse elezioni.

Questa invece è stata la prima volta in vita mia che ho avuto dei seri dubbi su chi e se andare a votare: credo infatti che l’elettore di sinistra tipo sia stato profondamente deluso dai 20 mesi del governo Prodi, sul quale peraltro riponeva elevatissime aspettative.

Dopo i non certo brillanti 5 anni del governo Berlusconi, e dopo i lunghi anni di controriforme che hanno di fatto portato ad una macelleria sociale senza precedenti noti, con l’oggettivo e drammatico calo del potere d’acquisto dei redditi fissi e l’evidente peggioramento delle condizioni di vita degli italiani, l’elettore medio di sinistra (e non solo) confidava in una netta inversione di tendenza da parte dell’allora nascituro governo Prodi nel 2006. Questo fenomeno, fortemente auspicato da molti, purtroppo non si è verificato, se non in minima parte, lasciando nello sconforto e nella disperazione totale milioni di cittadini, stufi di non vedere mai risolti i loro problemi reali da nessuno e disgustati dalla classe politica, altrimenti definita “casta”, nel suo insieme.

A rigor del vero, però, bisogna riconoscere con onestà intellettuale che la componente di sinistra del governo Prodi era sostanzialmente minoritaria, dato che il grosso della coalizione era concentrato nelle mani dell’ex Margherita e degli ex DS, attualmente confluiti nel Partito Democratico (Cristiano?). Questo ha fatto sì che molti temi sociali cari alla sinistra non potessero essere realizzati, nè talvolta neanche messi all’ordine del giorno, per l’esiguità numerica delle forze che li promuovevano.

E’ ormai un dato evidente che le welthanshaung del PD e della Sinistra Arcobaleno siano significativamente diverse, così come diverse sono le rispettive sensibilità e proposte sui temi prettamente sociali. Credo sia proprio alla luce di queste considerazioni che abbiano finalmente deciso di marciare divisi.

Il leader della Sinistra Arcobaleno, Fausto Bertinotti, è uno dei rarissimi politici stimati da ogni parte politica, con una storia personale di chiara onestà politica, personale ed intellettuale; egli ha sempre dimostrato di voler rappresentare nei fatti la Vera Sinistra, quella capace di risolvere i problemi dei più deboli e di attenuare le ingiustizie sociali, nel segno dell’equità sociale per ogni cittadino.

E’ proprio per queste ragioni che ritengo la Sinistra Arcobaleno l’unica formazione politica coerente, pulita e degna di essere votata in queste ormai prossime elezioni politiche, checchè ne dicano gli interessati fautori di quell’estrema scorrettezza del cosiddetto “voto utile”.

Basta con questa ignobile storia del “voto utile”!! Utile a chi?!? A loro, immagino…

Non mi interessano queste volgari bassezze: diamo invece forza a chi riteniamo possa degnamente rappresentarci, a prescindere da qualsiasi altra futile considerazione: avere una sinistra forte in Italia significa comunque investire sul proprio futuro dando menti, gambe e braccia alle proprie reali aspirazioni, nella legittima speranza di vedere finalmente realizzato qualche concreto cambiamento in positivo nelle nostre condizioni di vita e di lavoro, dopo lustri di continui peggioramenti.

Cetto LaQualunque (Antonio Albanese): rappresenta veramente i politici attuali?

marzo 31, 2008

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La geniale maschera dell’On. Cetto LaQualunque, ideata dal bravissimo Antonio Albanese, è una delle trovate comiche più riuscite degli ultimi anni, a mio avviso.

Le gag sono veramente esilaranti: Albanese interpreta in maniera assolutamente magistrale la maschera del politico corrotto, cinico, ignorante, maschilista, opportunista, imbroglione, colluso, malavitoso e chi più ne ha più ne metta.

Il tutto con una verve comica, accentuata dal marcato accento calabrese e da alcune sue classiche espressioni, davvero notevole e tutta da gustare.

Negli ultimi tempi abbiamo avuto occasione di poter apprezzare questa intelligente e simpatica interpretazione nella trasmissione “Che tempo che fa” condotta da Fabio Fazio su Rai3, oltre alle divertenti esibizioni della sempre brava e pungente Luciana Littizzetto.

Albanese interpreta mirabilmente in chiave comica e satirica “il politico”, con un lieve ma sempre presente e palpabile retrogusto di amarezza nel constatare l’intrinseco squallore della Weltanschaung del personaggio che interpreta, spregiudicato e cinico all’ennesima potenza.

Davvero una grande interpretazione, che invita anche alla riflessione.

Di conseguenza ora molti di noi si saranno chiesti: ma l’Onorevole Cetto LaQualunque non somiglia forse un po’ troppo ai nostri politici reali??

Che non fossero davvero loro i veri Cetto LaQualunque…?!?

Evoluzione della specie – 1984-2008: dal Craxoni al Veltrusconi…

febbraio 11, 2008

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Ecco come si evolvono i tempi: siamo passati dal “Craxoni” (1984) al “Veltrusconi” (2008)…

Un bel passo avanti, non c’è che dire…!?!

Elezioni politiche anticipate 2008: ed ora chi votiamo…??

febbraio 10, 2008

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Eccoci arrivati al fatidico appuntamento che molti di noi non sapevano se temere o auspicare: quello delle elezioni anticipate.

Eravamo tutti consci del fatto che ci si sarebbe arrivati, prima o poi, dato che il governo Prodi non dava particolari garanzie di durata e di affidabilità, considerate le profonde divergenze di idee tra i suoi componenti.

Diciamo che non immaginavamo magari di arrivarci così presto, ma tant’è…a questo punto dovremmo andare a votare.

E qui ci si para dinanzi un BARATRO di incertezze: la scelta si riduce (purtroppo) ai due soggetti raffigurati qui sopra, dei quali personalmente non saprei nemmeno dire qual’è il peggiore; la cosa più triste è che tentano anche di spacciarsi per “nuovi”, l’uno essendo una candidatura new-entry, l’altro agglomerando vecchie glorie ed inventandosi in fretta e furia il Partito delle Libertà (di farsi i .azzi loro!).

La sinistra dovrebbe invece unirsi nella formazione cosiddetta “Sinistra Arcobaleno”, che appare senz’altro meglio dei primi due, ma sa ancora un po’ di vecchiotto e di già sentito, non si intravedono nemmeno lì facce e/o programmi nuovi.

Un’altra strada percorribile potrebbe essere quella dell’astensione, ma rischia di diventare un boomerang, facendo sì che ALTRI scelgano per noi.

Alla fine credo infatti che se non spunterà fuori un soggetto politico DAVVERO NUOVO (Beppe Grillo, fatti avanti!), in grado di ridare la fiducia ai cittadini nella politica, che hanno purtroppo perso ormai da lungo tempo, non si saprà davvero a chi dare il voto.

L’unico soggetto che attualmente mi ispira fiducia sono le Liste Civiche di Beppe Grillo, che voterei senza indugi.

Personalmente mi sentivo molto meglio quando ero onestamente convinto che tutto il bene si trovasse da una parte e tutto il male dall’altra: magari era pura illusione, ma almeno ero in grado di individuare i “buoni” e di conseguenza sapevo con matematica certezza chi andare a votare. Oggi pare che veniamo obbligati dai fatti al più becero qualunquismo, al “ma tanto sono tutti uguali”, “ma tanto sono tutti ladri”, ecc.

A mia memoria non ricordo un periodo di così grande disaffezione e sfiducia degli italiani nella politica e nei politici come nei tempi attuali, e questo lo ritengo un fenomeno drammatico. Un paese che non nutre fiducia in chi lo governa e nelle sue istituzioni non è destinato a progredire in alcun modo, ma anzi corre dei seri rischi di involuzione o, peggio ancora, tentazioni di tipo autoritario (leggasi “l’uomo forte”).

Fra circa due mesi si andrà alle urne: sono veramente preoccupato.

Mani Impunite…

gennaio 21, 2008

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Il Senatore (inquisito) Clemente Mastella, un po’ a sorpresa, ha deciso di affossare il governo ritirando il suo appoggio e quello del suo “partito”.

Conoscendo un pochino il soggetto, si presume che avrà fatto bene i suoi conti ed avrà individuato in questa codarda manovra il suo bel tornaconto. Quale potrebbe essere??

Con buona probabilità si potrebbe supporre che avrà preso accordi sottobanco con l’attuale opposizione, supplicando asilo politico in cambio di qualche strapuntino, oltre che di un solido lasciapassare verso l’impunità, argomento sul quale l’opposizione risulta essere molto più preparata di altri, dovendo gestire quotidianamente numerosi casi simili al suo interno. Ma per ora sono solo supposizioni: il Senatore è innocente fino a prova contraria.

Quel che appare invece sicuro ed inequivocabile ai nostri occhi è soprattutto la decadente immagine di una classe politica sempre più distante dalla società civile, arroccata su se stessa ed assolutamente incapace di perseguire il bene comune, ma solo quello personale. E’ purtroppo la triste e drammatica realtà.

Ne facciamo le spese tutti noi, costretti a vivere in maniera molto peggiore di quanto potremmo, se solo avessimo una classe dirigente appena un tantino più seria… Europa docet.

Vorrei pertanto lanciare un appello: qualora si dovesse andare ad elezioni anticipate, ipotesi non molto probabile ipotizzando il fatto che tenteranno di tutto pur di rabberciarsi, inviterei tutti i cittadini a NON ANDARE A VOTARE!!

Credo sia rimasto l’unico modo civile e democratico per dimostrare a lor signori tutto il nostro profondo disgusto verso questa classe politica inetta, avida e corrotta.

Italiani tristi e sfiduciati, secondo il Times di Londra

dicembre 22, 2007

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Vamos bien?

Mica tanto!

Dopo il New York Times, ora è la volta del Times di Londra a darci addosso, definendoci tristi e sfiduciati ed in mano ad una “gerontocrazia”.

Avranno ragione secondo voi? A me sembra di sì.

Ma non abbattiamoci: Montezemolo ha infatti dichiarato che la speranza c’è: se lo dice lui…

Buon Natale.

Miglioriamo chi sta peggio? No, peggioriamo chi sta meglio…

dicembre 19, 2007

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Da molti anni si riscontra nell’operato dei politici nostrani una singolare tendenza, i cui nefasti effetti sono sotto agli occhi di tutti: la tendenza al “peggiorismo”, stretto parente di lustri di controriforme a senso unico, ossia quasi solo esclusivamente a danno di lavoratori dipendenti e pensionati, i cosiddetti redditi fissi.

In cosa consiste questo singolare approccio alle questioni sociali?

Consiste nell’approcciarsi alle suddette questioni invertendone i termini logici. Una normale persona dotata di una sana e comune logica, quando si imbatte in un problema da risolvere, lo fa in termini migliorativi, ossia cerca di migliorare ciò che risulta carente, non tenta sicuramente di peggiorare il resto!

Anche perchè, altrimenti, che soluzione sarebbe? Meglio in quel caso lasciare le cose come stanno.

L’insana logica su cui si muovono i nostri illustri politicanti sembra essere invece proprio quella sopra descritta: compressione delle dinamiche di stipendi e pensioni, progressivo smantellamento della Pubblica Amministrazione tramite il blocco del turn-over, evidente peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro di molte categorie.

Gli insegnanti fanno “la bella vita” (con 1.200 Euro al mese…)? Allora riduciamoli all’osso, non chiamiamo i supplenti accorpando le classi quando qualcuno è assente, facciamoli venire in servizio anche ad agosto (ad osservare le pareti, presumo) e riempiamoli di inutili riunioni pomeridiane, solo per dimostrare che così ora finalmente anche loro non stanno poi così bene.

I dipendenti pubblici sono dei “privilegiati”, beati loro (1.100 Euro al mese in media…)? Ed allora annientiamoli col blocco del turn-over riducendoli al lumicino, in modo tale che oggi un solo lavoratore deve fare ciò che prima facevano in quattro, con le immaginabili conseguenze sui carichi di lavoro, diventati in alcune realtà sovente insostenibili.

A fronte di questo sfacelo, quanti disoccupati o precari ne hanno realmente beneficiato?? Alzino la mano, prego.

La cosa più triste, infatti, è che a questo progressivo peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro di “chi stava un pochino meglio” non si sono visti, come contropartita, altrettanti miglioramenti di chi invece oggettivamente stava e sta tuttora peggio…

Ed allora il motto continua ad essere: peggioriamo il meglio, ma senza migliorare il peggio!

(Tranne la classe politica, ovviamente).