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Padoa Schioppa e Montezemolo: due uscite infelici!

dicembre 6, 2007

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I nostri politicanti, o aspiranti tali, non riescono spesso ad esimersi dallo sparare emerite e gratuite castronerie.

Due dei loro exploit più riusciti sono le recenti e note dichiarazioni del Ministro dell’Economia, Padoa Schioppa, e del novello aspirante politico, Montezemolo.

Il primo, incurante della drammatica situazione in cui versano la maggior parte delle famiglie italiane ed il diffuso disagio giovanile, dato dal fatto che il lavoro non esiste ed i costi delle abitazioni sono proibitivi per i più, si è lanciato in invettive gratuite, affibbiando ingenerosamente ai giovani stessi l’epiteto di “bamboccioni”.

Il secondo ha ravvisato invece nella piaga dell’ “assenteismo” dei dipendenti pubblici la madre di tutti i problemi economici dell’Italia contemporanea.

Ma si può essere più beceri, ottusi, parziali ed in malafede di così?

Lor signori dovrebbero, invece di lanciare gratuite ed offensive campagne denigratorie (in malafede, peraltro), rendersi conto (sopratturro il Ministro) della realtà che li circonda e provvedere al riguardo.

Non si può certo ritenere colpevole il giovane che non trova lavoro e che, anche se lo trova, con lo stipendio che va a percepire ci paga sì e no il vitto, altro che l’alloggio!! A meno che la casa non gliela comprino i genitori…ma allora lì son bravi tutti.

Non si può altresì non considerare che la Pubblica Amministrazione annovera tra le sue fila tantissimi dipendenti ligi al dovere e solerti nel compierlo; oppure il fatto che i pubblici dipendenti siano costretti ormai da tempo a sopportare carichi di lavoro sovente elevatissimi, dovuti al fatto che non si bandiscono più concorsi da anni ed il reclutamento è di fatto bloccato. In pratica chi va in pensione non viene poi sostituito, lasciando un posto vacante le cui attribuzioni vanno poi a pesare sui restanti colleghi.

Avrei preso altresì in considerazione il fatto che i dipendenti pubblici italiani hanno stipendi tra i più bassi in Europa!

Di questo non vogliamo parlarne, esimio Sig. Montezemolo? Provi Lei a vivere con 1.000/1.200 Euro al mese, poi magari ne riparliamo.

Allora, cari grilli stra-parlanti della politica e/o affini, sarebbe forse il caso che vi faceste un rapido esamino di coscienza prima di sparare siffatte castronerie, che offendono una consistente quantità di gente perbene che proprio non se lo merita e cerca di sbarcare ogni giorno il lunario come meglio può nelle disagiate condizioni di cui sopra…

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Destra o sinistra? Nessuna delle due, grazie…

dicembre 4, 2007

paura1.pngDiciamoci la verità: se si andasse alle urne domattina, cosa votereste?

Personalmente in una simile eventualità mi troverei in serio imbarazzo. Mai come in questi ultimi tempi, infatti, la politica è e viene percepita come un’entità distante anni luce dalle problematiche reali dei cittadini.

Li vediamo e li sentiamo tutti i giorni a rimpallarsi responsabilità, a discutere di cose che hanno ben poco a che fare con le esigenze concrete della gente, a teorizzare strategie e schieramenti, a fare e disfare partiti, ma in concreto non risolvono mai nulla…o comunque non riusciamo a notare apprezzabili miglioramenti nelle nostre condizioni di vita, mentre i problemi irrisolti rimangono tutti lì dove sono: una situazione di pressochè totale immobilismo.

Negli ultimi vent’anni abbiamo assistito praticamente impotenti ad un inanellarsi consecutivo di controriforme che, abilmente spacciate per “indispensabili ed inevitabili”, hanno ottenuto come unico risultato la drastica perdita del potere d’acquisto di stipendi e pensioni ed un generale peggioramento delle condizioni di vita delle persone. Ritengo infatti una riforma tale solo nel caso in cui vada a migliorare lo status di cose esistenti, non certo quando va in senso peggiorativo.

Siamo arrivati infatti al paradosso in cui i figli hanno condizioni di vita e prospettive sensibilmente peggiori dei padri, vivendo il futuro più come una minaccia che come una promessa: in pratica una generale sensazione di incertezza diffusa.

Con le premesse di cui sopra e considerati i risultati di governo precedenti di entrambi gli schieramenti politici, non vedo profilarsi all’orizzonte un’ormai improcrastinabile inversione di tendenza, che porti ad affrontare e risolvere con determinazione ed efficacia i numerosi problemi esistenti della società civile, per dare un futuro migliore alle giovani generazioni e migliorare lo stato di cose attuale per tutti.

Rispondendo quindi all’inquietante interrogativo iniziale dico che forse sto diventando qualunquista, ma allo stato odierno dei fatti non saprei veramente se e chi votare: sembrano proprio tutti negativamente uguali…mentre noi siamo sempre più disorientati.

E’ una triste considerazione, ma purtroppo è così. Ecco quindi spiegata anche la ragione del grande successo di popolo di alcune (lodevoli ed utili, a mio avviso) iniziative di personaggi non politici come Beppe Grillo, che vanno ad inserirsi proprio a riempimento del drammatico vuoto di cui tutta la politica oggi sembra pervasa.

Vogliamo chiamarla antipolitica? Anteporre “anti” ad una parola presuppone la sua negazione: chi rappresenta allora oggi in maniera più aderente questo concetto: chi si batte per una società migliore invocando una gestione della res publica più efficiente e trasparente, oppure gli uomini politici attuali che non fanno assolutamente il mestiere per cui sono profumatamente pagati con i soldi dei contribuenti (leggasi noi), preoccupati solo di difendere strenuamente i loro ingiusticabili privilegi e continuando per giunta a mantenere un atteggiamento chiuso, distante ed autoreferenziale??

Ai lettori l’ardua sentenza.